Il mio blog

Enrico Berlinguer, un vero uomo, un vero politico....

Ad ognuno le proprie idee.....

Ci sarebbero tante cose da dire sull'attuale politica "nostrana", ma perché sprecare tempo e spazio in questo mio blog per gentaglia come quella che siede al Governo? Per me rimangono dei parassiti, come i loro predecessori, l'unica cosa di cui sono certa, è che stanno mandando in rovina l'Italia, con l'aiuto degli italiani stessi....strano, ma vero!

Ciò che riguarda le mie idee in merito a questo argomento, sono appunto "mie"!

So per certo di non essere fascista, così come non sono nazista, ma forse non sono nemmeno comunista, questo non lo so, io sono per la giustizia! Non sopporto le raccomandazioni, la cosiddetta "mafia", le discriminazioni di ogni genere e non sopporto, che in un Paese democratico come il nostro, non ci sia ancora la prevenzione giusta ad un certo tipo di violenza: quella sulle donne, per esempio, ma in generale, non esiste prevenzione. Eppure, siamo il paese con più forze militari di tutto il Mondo, credo, anche se sono sottopagati (dicono) per i rischi che corrono, ma ci sono: Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Guardia Giurata, Marina e Aeronautica Militare...insomma, lo Stato paga tutti questi stipendi per non dare "sicurezza" al popolo, non è assurdo? Senza contare, poi, che ci sono delle leggi per le quali tu puoi essere stuprata, indossando una minigonna, quindi ti incolpano per questo e lasciano libero il delinquente. E che si può dire sulla violenza domestica (sempre a scapito delle donne, ovviamente)? Se tuo marito ti picchia o ti distrugge la casa, il tuo corredo o i mobili, non serve andare a denunciarlo, qualora trovassi il coraggio di farlo, perché in Italia, prima devi morire e puoi, forse si muovono. Voglio dire, che quando vai dai Carabinieri a fare la denuncia, oltre al fato che perdi un sacco di tempo, alla fine ti dicono che devi denunciare tuo marito tutte le volte che te le suona e se hai dei certificati medici (per le percosse), di produrli, che tutto fa brodo! Ma, alla fine della storia, loro non possono (o non vogliono?) intervenire poiché sono "affari di famiglia" e fino a che loro non "vedono", non possono intervenire. Allora, queste sono delle leggi "giuste"? Ma potrei scrivere per delle ore, solo che non ne vale la pena, io mi sono trasferita all'estero dalla disperazione....

 

Processo di Norimberga

Sono appassionata di Storia, soprattutto quella della Seconda Guerra Mondiale, ma in generale, mi piace conoscere i vari motivi che hanno spinto una Nazione (o una persona!), a dichiarare guerra ad un'altra. Questo è solo un piccolo particolare, ma la Storia è importante e va conosciuta.

Ho voluto, quindi, entrare personalmente in quel Tribunale, dove quei delinquenti delle SS hanno avuto il coraggio di dichiararsi "NON COLPEVOLI". So che può sembrare strano, ma entrare li, in quel silenzio, immagini la scena...e ti viene una certa tristezza addosso perché sai che quelle persone che si dichiararono "non colpevoli", in realtà avevano sterminato milioni di altri esseri umani e ti viene da piangere, Questo è ciò che è successo a me.

All'interno, c'è un 'infinità di foto, di nomi e di storie, di come siano successi i fatti e come sia andato il processo, le varie testimonianze, a partire dal 20 Novembre 1945 al 1 di Ottobre 1946.

La violenza sulla donne

La violenza sulle donne è un problema diffuso in tutto il Mondo, ma se ne discute e si cercano delle soluzioni solo in alcuni paesi. Pare che, il 35 % delle donne in tutto il mondo, subisca violenza sessuale e addirittura il 30 %, la subisce da parte del suo compagno, marito, fidanzato o frequentatore. Una percentuale molto alta, se consideriamo che questi uomini, al contrario, dovrebbero essere quelli che le proteggono. Non ci sono leggi a sufficienza per debellare questo fenomeno e per quanto ci si prodighi affinché la donna non ci ripensi nel denunciare il partner intimo, cosiddetto "stupratore", la violenza contro le donne, rappresenta un enorme problema.

 

Condivido alcuni paragrafi dal sito del "Ministero della salute", per evidenziare l'impegno attuale in Italia nell' aiutare le donne vittime di abusi sessuali.

Linee guida soccorso e assistenza donne vittime di violenza

Il 24 novembre 2017 sono state approvate con DPCM le Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza. Obiettivo delle linee guida è quello di fornire un intervento adeguato e integrato nel trattamento delle conseguenze fisiche e psicologiche che la violenza maschile produce sulla salute della donna. Il provvedimento prevede, dopo il triage infermieristico, salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso o equivalente), che alla donna sia riconosciuta una codifica di urgenza relativa (codice giallo o equivalente) per garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari. Le linee guida prevedono, inoltre, l'aggiornamento continuo delle operatrici e operatori, indispensabili per una buona attività di accoglienza, di presa in carico, di rilevazione del rischio e di prevenzione.

A chi rivolgersi:

- Consultorio

- Centri antiviolenza sul sito del Dipartimento delle pari opportunutà

- Telefono rosa antiviolenza e antistalking 1522

 

La donna alla mercè dell'uomo!

Sono poche le donne che non si lasciano travolgere dai sentimenti nei confronti degli uomini, che non si lasciano abbindolare da essi, che sono immuni al fascino maschile. Magari, lo sono state e, proprio per questo, ora sono diventate, come dire, "egoiste"? Forse, ma è un bene. Purtroppo, quando pensiamo di essere innamorate ma, soprattutto, crediamo nell'amore altrui, diventiamo cieche. Qualsiasi forma di violenza su di noi, non la vediamo, e allora ci diciamo: ho sbagliato io, che stupida, lui mi ama e io mi comporto così. Questo è ciò che accade, ci assumiamo le colpe di quel delinquente che ci picchia. siamo convinte che lui ci ami e che lo fa solo perché è arrabbiato! Non denunciamo mai e se decidiamo di farlo, spesso ci ripensiamo, ci allontaniamo da tutti, inclusa la famiglia, ci mettiamo contro tutti...per cosa? Per chi? Per uno che ci sta disintegrando la vita, per qualcuno che potrebbe addirittura togliercela, la vita. Cosa che accade molto spesso, più di quanto immaginiamo.

Volete sapere la mia storia?

Il mio ex compagno, era stato denunciato da me, dopo tanto tempo, tanti lividi, giorni a letto immobile e certificati medici. Era diventata un'abitudine picchiarmi, per ciò che lui riteneva che io avessi sbagliato, anche se poi si scopriva, che era lui a sbagliare e ad essersi confuso. Quindi chiedeva scusa, diceva che gli dispiaceva, che era stato prevenuto, ecc. Intanto, era successo, e sarebbe successo ancora, se non me ne fossi andata. Oggetto di discussioni erano le sue bugie: sapendo che ero gelosa, si inventava storie su eventuali cene che avrebbe fatto con delle sue spasimanti, solo per litigare. Oppure, per rigirare la frittata, s'inventava che facevo gli occhi dolci a qualche cliente carino, mentre gli preparavo il caffè (lavoravo nel suo bar), in realtà, ero solo gentile e lo ero anche con le donne, ma questo non gli importava, trovava sempre il modo di scaricare la colpa su di me per cose che non facevo, quindi la discussione prendeva la piega opposta.

Una volta andai ad un breve corso per un lavoro, di cui non ricordo molto, ma so che lui mi seguì per vedere chi fosse l'insegnante. Si fissò che andassi lì per lui e continuò a chiedermi delle cose su di lui, che nemmeno ricordavo e non so nemmeno perché me le chiedesse, era davvero assurdo, come il colore degli occhi, dei capelli del tipo, come se io notassi quelle cose, non so. Io ero lì per il corso e per imparare qualcosa. insomma, mi picchiò a sangue, dandomi della falsa, della poco di buono...per poi scoprire che, ciò che diceva era falso. Io non gli parlai per giorni e lui si sentì piccolo piccolo...non sapeva più in che modo chiedermi scusa, mi scriveva bigliettini, mi telefonava...ma, come al solito, mi scioglievo di fronte a tutto questo e dimenticavo ogni male che mi aveva fatto. Alla fine, mi convincevo che ero io a sbagliare, perché in fondo lui mi amava, mi dicevo.  Questo non è che solo un piccolo esempio di quello che c'è stato tra me e quell'uomo, ma il punto in cui voglio arrivare è, che dopo tutto il male che mi aveva fatto, in cui avrei potuto fargliela pagare in tribunale, anche a livello lavorativo, ho mandato in fumo (per i miei prosciutti davanti agli occhi) tutto quanto.

Non ricordo quanto tempo avevo lavorato nel suo bar per quasi 10 o 12 ore al giorno, gli avevo rivoluzionato il bar, guadagnava fino a più di un milione di lire al giorno, una domenica ricordo che aveva incassato due milioni, ed eravamo solo noi due a lavorare con i turisti, questo grazie a me e ai miei suggerimenti, ai miei panini e al mio aiuto in generale. Ma io non percepivo un centesimo, prendevo le botte e quando ero incinta di sua figlia, gli chiesi un paio di scarpe (usai un paio di stivali per tutta la gravidanza e lavoravo tutti i giorni, dalle sei del mattino alle otto di sera, fino alla sera prima di partorire... trascurando gli altri miei due figli piccoli!), mi rispose di rinunciare al parrucchiere (ci andavo una volta al mese per il colore ai capelli) e comprarmi le scarpe. I miei figli venivano vestiti con gli abiti smessi dei suoi parenti della Sicilia, quando io, da single, li avevo sempre vestiti firmati. Praticamente ero caduta dalla padella alla brace e, per di più, non me ne rendevo conto. Morale, lo denunciai non solo per le botte, ma anche per il lavoro e lo avrei lasciato in mutande se non fossi stata così stupida da ritirare le denunce. Il mio avvocato, e anche qualcun altro, mi dissero che stavo sbagliando, che avrei dovuto portare a termine il tutto, ma lui sapeva come raggirarmi e mi convinse di non farlo, mi promise di comportarsi bene con me e che avrebbe provveduto a pagare gli alimenti della bambina, cosa mai fatta, ma io ci credetti. Che stupida! Nessuno potrà mai immaginare quanta vergogna e quanto mi sia sentita un'idiota, davanti al giudice, quando gli dissi di essermi inventata tutto. Lui non ci credette, mi disse, ma... signora, qui ci sono dei certificati medici, e io gli dissi che mi ero fatta male cadendo, insomma, ho rischiato di prendere una denuncia per false dichiarazioni, per parare il culo ad un bastardo, che mi ha rovinato la vita e che ora, a distanza di vent'anni, cerca di rovinarla alla figlia, che non ha mai nè desiderato, nè amato!

Dovrei usare il resto della mia vita per raccontare tutte le nefandezze non solo di quell'uomo, ma di quelli che mi sono stati accanto e, scusatemi, se ora sono diventata una "solitaria", scostante, sfiduciosa e scettica... anche se, non molto tempo fa, ci sono ricaduta con un amore del passato, per fortuna senza violenza, solo un cuore in frantumi, distrutto per sempre.

Lei è Fabiana. Vive a Corigliano Calabro, in Calabria. È il 2012. Ha 14 anni. Studia ragioneria, sogna di diventare ballerina. Fabiana è una ragazza dolce e minuta. Conosce un ragazzo. Lui è Davide. Ha 16 anni. È arrogante. Gira con un coltello in tasca. Fabiana si innamora. Lui mette subito le cose in chiaro. Vuole prendere un gelato? Deve chiedergli il permesso. Lei prova a ribellarsi. Lui la riempie di botte. Le spacca il naso. La mamma di Fabiana le dice di lasciarlo. È pericoloso. Ma lei lo ama. Il padre parla con Davide. Gli chiede di stare lontano dalla figlia. Davide e Fabiana partono, vanno a Bologna. Stanno via una settimana. Comanda lui. I genitori di Fabiana le provano tutte. Stai attenta, ti fa del male, quello non è amore. È l’11 maggio del 2013. Fabiana dice basta, lo lasca. Passano due settimane. Esce da scuola. Vede uno scooter. È Davide. Vieni con me, chiariamo amore mio, ti prego. Fabiana lo accontenta. Lui la porta in una cascina abbandonata. Vuole che tornino insieme. Fabiana dice no. Davide estrae il coltello. La colpisce al torace, all’addome, alla schiena. 20 coltellate. Fabiana crolla a terra. Lui prende il motorino. Va a una pompa di benzina. Riempie una tanica da 20 litri. Torna indietro. Fabiana è agonizzante, ma viva. Vede la tanica. Fa uno sforzo enorme. Si alza, gli si butta addosso. Vuole fermarlo, ma non ha più forze. Cade. Lo guarda. Bastardo. Lui prende l’accendino. Fermati. Glielo getta addosso. Le dà fuoco. Fabiana Luzzi muore. Davide si disfa del coltello e va in ospedale. Ha ustioni sulle mani e sul volto. Fabiana non torna. La mamma si preoccupa. Chiama Davide. Non l’ho vista. Sono in ospedale, ho avuto un incidente. Lei si precipita lì. Lo guarda negli occhi. Dove me l’hai buttata? Davide abbassa lo sguardo. La polizia lo interroga. Lui crolla. L’ho ammazzata. La amavo. Davide Morrone viene condannato a 18 anni di carcere. Passano 3 anni. Un’ amica chiama casa Luzzi. Non potete capire cosa hanno appena visto i miei occhi. Lui è qui, a spasso per Corigliano. I genitori di Fabiana accusano un malore, entrambi. Davide Morrone ha già avuto 3 permessi premio. .

23 Novembre 2019

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Si rinnova a Roma l'appuntamento con la manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne. Piazza della Repubblica ospiterà sabato 23 novembre alle 14 la partenza del corteo che lancerà un messaggio chiaro: "non ci fermeremo finché non saremo libere dalla violenza maschile e di genere in tutte le sue forme". Invece domenica 24 novembre alle ore 10, presso il il Nuovo Cinema Palazzo, si terrà l’assemblea nazionale di "Non Una Di Meno". Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito ufficiale e la pagina Facebook.