Il mio blog

Io e te...mai insieme...

Quando il "primo amore"... si deve scordare!

Non lo vedevo da cinque anni e mi era mancato tanto! Gli avevo chiesto di trovarmi un appartamento per le vacanze estive e me lo aveva trovato proprio sotto casa sua. Che fortuna! Quando ci siamo visti, mi ha abbracciata forte per ben due volte, una non gli era bastata, mi ha detto. Aveva una faccia da cane bastonato, ma sembrava felice di vedermi e il resto avrei cercato di capirlo in seguito. La sera aveva un concerto e gli dissi che saremmo andati, con la mia famiglia, a sentirlo suonare. Ho sempre desiderato vederlo suonare su un palco e, finalmente, dopo tanti anni, eccolo qui, con il basso in mano, con l'aria da vero musicista, il codino che gli scende sulle spalle, mentre fa il coro in una canzone di De André. Siamo in un paesino turistico e la piazza è gremita di gente, noi siamo sulla sua sinistra, ma non ci vede. Stanchi dal lungo viaggio, ci allontaniamo per andare a mangiare qualcosa, anche se avrei voluto rimanere lì ad ammirarlo. Alla fine del concerto ci incontriamo ancora, ma solo per pochi minuti, visto che doveva smontare gli strumenti e noi dovevamo rientrare, quindi ci salutiamo e rimandiamo le nostre chiacchierate ai giorni seguenti. infatti, abitando proprio sotto casa sua, non era difficile incontrarsi. Il giorno dopo, e quelli a venire, ho sempre cercato e sperato di convincerlo di venire al mare con me e la mia famiglia. Non so perché, ma credo che solo in quella circostanza sarei riuscita a trovare un pò di coraggio. Lui non è il tipo da stare in spiaggia per un giorno intero e, nonostante lo abbia invitato più di una volta, non sono proprio riuscita a farlo venire. Ci vedevamo lo stesso, non era proprio un problema quello, spesso eravamo anche da soli e tutte le volte, più ero vicino a lui e più mi allontanavo: avevo paura che lui notasse qualcosa di strano in me. In effetti, c'era qualcosa di strano, ma non doveva capirlo. Una sera mi ha proposto di andare al concerto di Edoardo Bennato in un paesino non molto lontano dal nostro. Chiaramente ho accettato. Per me, tutte le occasioni erano buone per stare con lui. Passarono a prenderci alcuni suoi amici e io ricordo di aver avuto indosso un vestito lungo e dei sandali con la zeppa, che mi davano fastidio e non sapevo che avremmo dovuto camminare un pò e in più che la sabbia mi avrebbe dato fastidio ai piedi. Comunque, poco importava, lui era lì con me e all'occorrenza cercava di aiutarmi per non cadere...quella strada era dissestata ed io ero un vero disastro! Al concerto cercammo di andare più vicino possibile al palco e quando ci fermammo, avrei voluto avvicnare le mie mani alle sue, lo osservavo, cercavo..."il momento", ma lui guardava spesso il cellulare e ho pensato che lo guardasse per vedere se la sua tipa lo avesse cercato. Questo mi smontò un pò....mi aveva parlato di lei e della sua storia che durava da tanti anni, ma che sembrava stesse per concludersi, se non in dirittura di arrivo.  

Ho trascorso delle giornate all'insegna del mare con la famiglia, visite ad alcune amiche,  aperitivi con gli amici che non vedevo tanti anni e i quali sono stati veramente affettuosi con me...mi mancavano. L'affetto delle persone care è fondamentale, forse perchè ne ho ricevuto sempre poco, oppure, non era sufficiente per me.

Lo vedo tutti i giorni, passa a salutarmi di giorno, quando vede la porta aperta o sa che sono in casa, e tutte le volte che ci vediamo, ci salutiamo con due baci sulle guance e a volte mi riesce difficile staccarmi. Una sera, mentre ero fuori a prendere un pò d'aria, è arrivato e invece di alzarmi per salutarlo le ho preso la mano, facendo un gesto molto dolce e affettuoso ed ero sicura che avesse capito qualcosa. Parliamo tanto quando siamo insieme, ma ogni tanto ci sono dei silenzi imbarazzanti, in cui vorrei che lui mi dicesse qualcosa di dolce o, non so, spero sempre che lui dica di provare qualcosa per me, così mi facilita il compito, invece....una sera in cui siamo in giro con la sua auto, inizia a raccontarmi la storia della sua vita con una sua dipendente. Lei ha più o meno la sua età, divorziata con tre figli adulti e si "frequentano" sin da quando lei ha cominciato a lavorare da lui e il suo allora marito era ancora in casa. Il rapporto con ques'ultimo non era idilliaco e pare che ormai non ci fosse più nulla tra di loro. Si sono visti praticamente sempre al lavoro e in tutti questi, dopo che il marito è uscito di scena, circa dieci anni fa, lui ha cominciato a frequentare casa sua. Poche ore o mezz'ore, non lo so, ma sicuramente, da quello che mi dice, il rapporto è un pò insolito. Pare che ci siano dei problemi con i figli di questa donna, ma non è molto esplicito e, in ogni caso, le cose attualmente sono molto complicate. Forse è il momento giusto per dirgli che lo amo? Non lo so, ma invece di fare questo, gli do dei consigli su come riconquistarla e più parlo e più mi dice che non ci saranno speranze di recuperare il rapporto. Da un lato, mi ostino a fargli capire che lui sbaglia ad essere così egoista e a non rendersi conto delle esigenze di una donna, in questo caso della sua, dall'altro, nutro delle speranze, ma il coraggio continua a sottrarsi. Lui sembra molto triste per questa storia e sembra che prima del mio arrivo, stesse male anche fisicamente. In effetti, mi ha detto che da quando mi ha vista, ha ripreso a mangiare e a non accusare più dolori. Mi ha fatto molto piacere e ne sono lusingata, quindi vuol dire che conto ancora qualcosa per lui. Però....tutto è bloccato! Una sera, è stato in casa mia e ci siamo seduti sul divano a guardare un bel film, non ricordo chi fosse il protagonista, ma era molto bello, anche se io non pensavo affatto al film. Mi sarei appoggiata a lui per farmi fare le coccole e stringerlo forte, baciarlo, dirgli che lo amavo da sempre....niente da fare, mi allontanavo, avevo addirittura paura di sfiorargli le mani o le gambe perchè non volevo che capisse quali fossero i miei sentimenti per lui, ero così imbarazzata di quella situazione. Ma perchè tentennavo così tanto se avevo cercato in tutti i modi di trascorrere le vacanze lì per potermi finalmente dichiarare? Non lo so! Anzi, forse c'è un motivo: la paura di un rifiuto, dal momento che , tanti anni fa, lui mi disse che, dati i nostri caratteri incompatibili, non ci sarebbe stato un futuro per noi. Ma questa è un'altra storia e ve la racconterò più avanti. In ogni caso, avevo paura che mi respingesse, quindi cercavo di mandargli dei segnali, ma non erano molto eloquenti, evidentemente. I giorni e le notti passano inesorabilmente, io continuo a vederlo e più lo vedo e più mi piace, più sento di amarlo e più vorrei dirglielo, ma ho un blocco nello stomaco o forse nel cuore. Tutte le sere, quando viene da me a bere una birra, chiacchieriamo un pò e poi se ne va....io vorrei fermarlo, vorrei che lui non se ne andasse. Forse lui pensa che sia tardi e che debba andare a letto, ma starei tutta la notte sveglia per parlare con lui, o anche in silenzio, che importa? Però, lui se ne va e io lo voglio chiamare, avvicinarmi a lui e baciarlo.....ma c'è una forza che mi trattiene, ad un tratto divento timida e piena di paure, che solitamente non ho. La sua presenza mi rende fragile, sono confusa e vulnerabile, nonostante cerchi disperatamente di nasconderlo, ma perché?

Un giorno mi invita ad andare al mare con lui. Ne sono felice, ma il posto in cui va è gremito di gente e per entrare in acqua devi usare una scaletta o tuffarti. La scogliera del Salento è molto bella e io non ho mai avuto paura del mare, so nuotare sin da quando avevo due anni, mio padre mi ha insegnato a farlo, ma ora ho un pò di paura. La mia prima gravidanza mi ha cambiata, in questo senso, in acqua ci sto poco e preferibilmente dove si tocca o poco lontano dalla riva, ecco perché preferisco la spiaggia, che prima odiavo. Tuttavia, per non fare la "sfigata cinquantenne", scendo le scalette ed entro in acqua con lui, cosa che non facevo da quarant'anni. E' stata una sensazione strana, tornare in quel posto dove noi ci andavamo da ragazzini, molti ricordi sono riaffiorati ed è stato bellissimo. Usciti dall'acqua, mi aspettavo che stendesse gli asciugamani e che prendessimo un pò di sole e che magari saremmo stati un pò lì a chiacchierare, invece no. Siamo stati in piedi tutto il tempo a parlare delle nostre vite e i teli bagno non li abbiamo neppure aperti! Insomma, cavalleria, zero! Ma non è grave, ci sono rimasta male perché questo atteggiamento mi dava la sensazione che dovessimo andare via subito e a me non piace fare le cose di corsa, specialmente quando sono in vacanza. Si dice che, quando si è innamorati, si vede solo il lato positivo delle cose....

Un giorno, mi sembrava più triste del solito e gli chiesi cosa avesse....chiesi se avesse problemi con la fidanzata, anche se non sapevo molto della sua vita sentimentale e, sinceramente, non me ne ero mai preoccupata, dal momento che non lo avevo mai visto con nessuna e non mi aveva mai detto nulla. Sentìì qualcosa da mia madre qualche tempo prima, ma non avevo dato molta importanza alla cosa poiché in cuor mio, speravo e volevo, che il suo cuore appartenesse solo a me. Che presunzione! Comunque, ci mettiamo d'accordo per parlarne in un altro momento e così, eccoci qui. Siamo in macchina sua e giriamo un sacco di tempo, poi ci fermiamo e lui comincia a raccontarsi....

La storia è piuttosto ingarbugliata, ma comincio dall'inizio. Lei è sposata con tre figli e un marito fannullone, sicché va a cercare lavoro da lui, Enrico. Questo risale agli anni novanta. Non so come sia potuto accadere, lei a quei tempi era davvero mostruosa, ma pare che abbiano cominciato una relazione clandestina, anche se lei "dice", che con il marito non aveva alcun tipo di rapporto e (chissà come mai) lui ci crede! Questo dura per una decina d'anni, vale a dire che lei se la intendeva con Enrico, ma ha sopportato la presenza di un marito a casa per dieci lunghi anni, senza farsi toccare, voi ci credete? Io no! Ma non siamo qui per giudicare, quindi, se lei dice così, diamole il beneficio del dubbio. Ha un sacco di problemi familiari, una madre malata, dei figli un pò ribelli e poi deve anche lavorare per otto ore o magari di più, ma a quanto pare, riesca a trovare anche il tempo per una relazione extraconiugale....con il suo capo! Beh, che dire? storia complicata, ma ad Enrico piacciono queste cose. Ad un certo punto, il marito se ne va e lui comincia a frequentare la sua casa. Potete immaginare cosa succede, quindi. Lei si appoggia completamente a lui per farsi risolvere tutti i problemi, ma fin qui non c'è niente di male, una donna cerca l'aiuto dell'uomo che ama, solo che quest'uomo non è il padre dei suoi figli e i suoi figli hanno dei grossi problemi ed Enrico non riesce agestire bene la situazione, perciò...per tanti anni, loro si "frequentano" al lavoro, poi lui va casa di lei per qualche ora o mezz'ora la sera, giusto il tempo di guardare un programma prima del telegiornale e poi se ne va. Non escono MAI insieme, non vanno MAI a mangiare una pizza insieme, MAI ad un cinema, MAI una presentazione ufficiale ai parenti e amici, MAI NULLA. Ciò che per me è una cosa "normale", per loro o per Enrico non lo è. Sono passati ventisette anni, lui dice, e molte cose sono cambiate: lei si è allontanata sempre di più; ha fatto delle scelte che lui non condivide, mentre intanto la mamma malata è venuta a mancare, quindi lei si è presa (giustamente) un pò di libertà! Dico "giustamente" solo perché suppongo che lei non facesse una bella vita, dal momento che doveva pensare a tutto lei, quattro persone sulle spalle, cinque con l'ex marito, quindi credo che ad un cero punto si sia sentita un pò sotto pressione, anche se credo che il dialogo con il proprio partner sia fondamentale per cercare di risolvere i vari problemi, a prescindere che si tratti di coppia, di famiglia o altro. Insomma, lei ha traslocato in un condominio e lui non ci vuole andare, so che hanno discusso, ma lavorano tutti i giorni insieme, come faranno? Pare che lui non creda più ad un futuro inseime a lei, nonostante dica di esserne ancora innamorato, ma è senza speranza. Io gli chiedo se lei ha un altro o se per caso potrebbe averne uno, ma lui mi risponde con assoluta certezza che NON è assolutamente possibile. Cosa faccio? Penso tra me e me. Quello era il momento giusto per "approfittare" della situazione, ma io sono talmente stupida che, anzi, gli do dei consigli su come riconquistarla! 

Le mie ferie stanno quasi per finire, tutte le sere ci vediamo, beviamo la solita birra insieme, andiamo in giro per i paesi vicini parlando del più e del meno...

L'ultima sera, prima di partire, avevo un nodo alla gola...mio figlio riposa un pò prima di mettersi alla guida ed Enrico mi fa compagnia fuori, in veranda, come quasi tutte le sere. Io sono imbarazzata, come quasi sempre vicino a lui, quindi si parla poco, però...speravo di riuscire a farcela, ma niente da fare e così gli dico di parlare un pò, di raccontarmi qualcosa e lui gira la frittata a me...cosa vuoi che ti dica? Gli chiedo..e lui mi dice una frase strana:"ciò che voglio sapere, tu non me lo dici". Non riuscivo a capire, quindi cominciai a parlare di me, di ciò che mi piace, ciò che faccio, non so, ho parlato un bel pò, ma non ho mai capito cosa intendesse. Prima di partire voglio una foto ricordo, la prima dopo tanti anni....e mio figlio ce la fa. Mentre ci abbracciamo per salutarci, gli dico di venire a trovarmi, e lui dice...chissà, forse....a me non basta e da quel momento, non riesco più ad aprire bocca, lo saluto con un dolore al cuore, cose se fosse un addio.  Sono certa che non accadrà mai più qualcosa tra noi due. Saliamo in auto, mio figlio guida ed io guardo fuori dal finestrino, ma i miei occhi non vedono nulla, c'è un buio totale, anche nel mio cuore. Piango senza che mio figlio se ne accorga, ma lui lo sa che sto piangendo, è l'unica persona che mi conosce veramente e mi prende la mano, sapendo di non poter fare nulla per me, ma almeno mi fa sentire che c'è. Me ne vado con il rimpianto di non avergli detto che lo amo, da sempre, che non ho mai smesso di amarlo, se non per qualche breve periodo, in cui credevo di non doverlo più amare. Perché mai non avrei "dovuto" amarlo??? Questa è una lunga storia...che ora vi racconto.

Illusione di un "Amore"...

Nel lontano 1980, da poco rientrata nel mio paese natale, cominciai o ricominciai a frequentare l'Azione Cattolica, la Chiesa dove c'erano tutte le mie amiche, che avevo lasciato da piccola per emigrare in Germania con i miei genitori, e la Radio. Oltre alle amiche menzionate, ne avevo altre che frequentavo forse più assiduamente, ma dipendeva un pò dal periodo. All'inizio dell'estate del suddetto anno, dissi a Chiara, una di queste amiche che frequentavo più assiduamente, che c'era un ragazzo che mi piaceva. Lo avevo notato spesso all'asilo, durante gli incontri con l'Azione cattolica e poi lo vedevo in giro con un motorino, un paio di jeans corti fino al ginocchio ed una maglietta celeste a righe (sul colore ho qualche dubbio, poteva essere anche verde chiaro, non ricordo esattamente). Ogni volta che lo incontravo, per caso, lui non mi degnava di uno sguardo, ma per me era meglio così, poiché sarebbe stato davvero imbarazzante, visto le gaffes che sono abituata a fare in queste circostanze. Sarei potuta anche cadere per terra dall'emozione, chissà... Certo è, che diventavo rossa come un peperoncino e il cuore cominciava a battermi all'impazzata! Mi piaceva davvero tanto, un pò perché assomigliava all'amore della mia vita, John Lennon, e un pò perché aveva i capelli lunghi, quasi uguali a quelli di John, ma mi bastava che fossero lunghi e già lo adoravo! Lei disse di conoscerlo e che me lo avrebbe presentato, ma non pensavo che sarebbe successo così presto e nel modo così goffo che peggio non poteva essere! Comunque, dopo averci presentati, lei ci lasciò soli e ci fissammo un appuntamento per il giorno dopo. Io non ricordo molto di quel periodo, ma ciò che so con certezza è che quel ragazzo è stato molto importante per me, in tutta la mia vita, non c'è MAI stato nessuno a cui io abbia potuto paragonare. Ci siamo innamorati e lo eravamo davvero, i nostri occhi parlavano per noi e il nostro modo di comportarci faceva nascere dell'invidia da parte dei nostri amici. Invidia benevola, naturalmente. Gli adulti, invece, ci facevano i complimenti perché eravamo una bella coppia, ed è vero, uscivamo sempre mano nella mano ed eravamo sempre insieme. Lui mi ha insegnato tante cose, mi parlava di politica di cui non conoscevo nulla, mi spiegava delle cose che non sapevo e mi piaceva sentirlo parlare, credo che abbia sbagliato mestiere, avrebbe dovuto fare qualcosa tipo: insegnare, condurre un programma in tv o alla radio, insomma, qualcosa che avesse a che fare con il pubblico, magari anche il politico. Infatti, i geni non mentono. Avevamo anche noi i nostri momenti "no", ma la maggior parte del tempo trascorsa insieme era davvero speciale.

Quando ci vedevamo a casa sua, andavamo sempre in sala, prendeva la chitarra e cominciava a suonare. Lui diceva di non saper suonare, ma io era deliziata nell'ascoltare le sue canzoni e poi quando cantava, il mio cuore sobbalzava. Non so perché, ma ricordo che una volta mi cantò una canzone di Bennato:"Un giorno credi", è una canzone triste, eppure gli chiedevo di cantarmela ogni tanto e lui, con la sua voce nasale, imitava piuttosto bene quella di Bennato. E tuttora, quando ascolto quella canzone, rivedo quei momenti, seduta accanto a lui, ammirandolo. Per me non c'era altro posto se non quello...Era come se tutto fosse già stabilito, io mi sentivo di appartenere a lui ed ero certa che per lui fosse lo stesso. Era "ovvio" per noi "stare insieme", ed è difficile da spiegare, ma per me lui era una parte di me e non poteva essere diversamente. Quando veniva a casa mia, non volevo che se ne andasse, lo avrei tenuto con me per sempre. So di essere stata molto gelosa e possessiva, e non era un bene per il nostro rapporto, ma non riuscivo a fare diversamente, non capivo le sue "altre" esigenze, volevo essere io l'unica cosa importante della sua vita. Probabilmente lo ero, ma non mi bastava. Sapere che andava con gli amici a suonare o da qualche parte, senza che ci fossi anche io, mi faceva stare male e non so se fosse perché mi mancava lui o semplicemente perché volevo che mi considerasse di più. Ecco, la considerazione, una cosa che continuo a cercare....

Anche io a quei tempi avevo altri interessi, come la radio, di cui ero innamorata. In quel posto ci avrei vissuto, avrei voluto essere più matura per poter fare dei programmi interessanti, non solo sulle dediche o altre cose di poco conto. Ma questa è un'altra storia, in cui Enrico non c'entra. Ci passavo molte ore, non solo a trasmettere, ma anche a stare con gli amici ed erano pomeriggi fantastici quelli che trascorrevo lì. Un'altra mia passione era la discoteca...un problema questo per "noi due". A lui non piaceva per niente, mentre io non riuscivo a rinunciarci! Quante discussioni per questo motivo e non siamo mai riusciti a trovare un compromesso. C'è da dire che eravamo ragazzini e molte cose le si fanno per capriccio o perché gli amici lo fanno o solo per passione. Lui aveva la passione della chitarra, io della radio e della discoteca, ma nonostante le liti, noi ci ritrovavamo sempre. Non potevamo fare a meno di stare insieme. Col senno di poi, posso dire che ci siamo amati veramente, ma mi mancava sempre qualcosa: la considerazione, i complimenti...per lui era tutto "scontato", che mi amasse o che mi trovasse bella, o che fossi importante per lui... ma non l'ho mai sentito dire dalla sua bocca. Le parole non sono molto importanti, è vero, ma è bello quando sono accompagnate dai fatti.

Il nostro rapporto è durato vari anni, ma la mia adolescenza, la voglia di ribellarmi continuamente, il cattivo rapporto con i miei genitori, mi hanno allontanata  da lui e dal mio paese. Ho commesso l'errore di non studiare, di tradirlo con il suo migliore amico, di trasferirmi al Nord. I rimorsi per tutto questo mi accompagnano tuttora, nonostante io sia sicura che dietro queste mie azioni ci fosse qualcosa di più profondo. Probabilmente volevo fare del male a me stessa o volevo ferire lui per non essere come lo volevo io, ma il problema era dentro di me. E credo che lo sia ancora.

Anche se eravamo lontani e iniziammo a frequentare altre persone, almeno lui lo fece, quando tornavo al mio paese, era "normale" stare insieme. Uscivamo in macchina, facevamo chilometri e chilometri parlando, poi ci fermavamo al mare o in altri posti e, puntualmente, ci baciavamo,  facevamo l'amore...ed era come se tutto fosse come prima, in versione "nascosta". Non che avessimo paura di dirlo a qualcuno o ai nostri genitori, ma forse la trasgressione era più eccitante e poi, cosa importava? Eravamo NOI che contavamo, la voglia di stare insieme, ciò che provavamo l'uno per l'altra, qualcosa che non aveva mai smesso di esistere e ne eravamo consapevoli. Le parole non servivano, per stare insieme rinunciavamo a tutto il resto. Una volta, lui era invitato al compleanno della ragazza che frequentava in quel momento, ma per stare con me, non ci andò....e lei lo lasciò, ovviamente! Ma lei non era niente...mentre io, si! Tutto questo è andato avanti per anni, fino a che, un bel giorno, andai a trovarlo e stava ancora dormendo o era ammalato, non ricordo, ma era a letto. Lo salutai normalmente, come sempre, ma quando lui si avvicinò a baciarmi, in modo più intimo, io mi allontanai. Venne a sapere quattro mesi dopo, che mi ero sposata! Su questo argomento potrei scrivere tante cose, e forse un giorno lo farò, ma ciò che ricordo del mio primo amore è, che ad un certo punto delle nostre frequentazioni, mentre io ero sempre certa che saremmo finiti per stare insieme, un giorno o l'altro, lui mi disse che tra noi due non poteva funzionare. Che non ci sarebbe potuto essere un futuro tra di noi perché i nostri caratteri era incompatibili, nonostante l'amore che ci univa.  Lui ora la gira e la rigira come vuole, questa frase, ma per me è chiaro ed è lampante, non si può fraintendere nulla. Quindi, nonostante io avessi la certezza che ero e sarei stata una persona molto importante per lui e per sempre, lui non mi avrebbe voluta come "compagna di vita", "moglie" o altro...quindi, cosa avrei dovuto fare, se non pensare ad un futuro senza di lui? Quel momento è stato orribile per me, ricordo che ci rimasi davvero male e mi stupì che proprio lui mi avesse detto una cosa del genere. Ora, col senno di poi, penso che avesse già iniziato la relazione con la tipa con cui sta ora, anche se lo nega e se inizialmente tra di loro c'era solo "amicizia" e "affetto", anzi, per dirla con parole sue: "si facevano compagnia". Ma che importa? Questo mi ha tenuto lontana da lui per tutta la vita e nonostante ci vedessimo e stessimo insieme tutte le volte che tornavo al mio paese, il nostro rapporto non era più "intimo", c'era solo un profondo affetto, almeno per lui. Per me le cose erano diverse, lo sono sempre state. Lui, a parole, dice che se non me ne fossi andata via dal mio paese, non avrebbe mai smesso di cercarmi, ma con i fatti, non ha fatto MAI nulla, nè per trattenermi, nè per farmi tornare. Non ha MAI fatto nulla per dissuadermi da qualche mia pazza decisione, eppure, lui era più grande di me, più razionale di me e più realista. E' stato sempre "passivo", ha saputo che mi stavo per sposare e non ha mosso un dito, anche se, ad essere sincera, io so di aver sbagliato a non averglielo detto personalmente. Non ce l'ho fatta! Non ho avuto il coraggio di dirgli che stavo per sposare uno che conoscevo appena, che non amavo e che mi sposavo solo perché stavano praticamente costringendomi a farlo, solo perché ero incinta di mia figlia. E pensare, che sognavo di avere un figlio con lui....da sempre!

Quindi, la frase da condannare è questa: "non ci potrà mai essere un futuro tra di noi".

Tuttavia, se non ricordo male, dopo la separazione da mio marito, ci siamo rivisti e credo che tra di noi sia stato come sempre, ma dopo esserci frequentati assiduamente per qualche giorno, durante le mie vacanze al paese, mi disse che non poteva tornare come ai vecchi tempi, tra di noi. Probabilmente perché ero già stata sposata e avevo due bambini piccoli, ma il motivo principale, credo fosse perchè "lei",  lavorava già da lui e cornificava il marito con lui. Il mio ex, a sua volta, faceva le corna a lei con me, ma questo è scontato, è sempre stato così e sempre lo sarà...Se domani andassi da lui, la tradirebbe nuovamente, nonostante faccia fatica a separarsi da lei, il suo è solo un rapporto abitudinario, mica lo vogliamo chiamare "Amore", vero?

Ma ciò che è successo dopo le mie ferie, al ritorno in Danimarca, è davvero assurdo. 

 

L'Amore che provo per le persone che amo e che ho amato nella mia vita, non dipende dai loro sentimenti per me....

Quando l'amore è ....Amore!

Per tantissimi anni, ho pensato tanto a come sarebbe stata la mia vita accanto all'uomo che amavo da ragazzina e mi sono posta sempre tante domande. E le risposte erano sempre la stesse. Ero certa, che con lui sarei riuscita ad essere felice, ad avere una vera famiglia, ad essere amata come meritavo e che i miei figli avrebbero avuto sicuramente un padre, degno di essere chiamato tale. Questo pensiero non è svanito nel nulla, è sempre rimasto lì, perché quando qualcosa ce l'hai nel cuore, non riesci a cacciarla, nemmeno quando hai tanta rabbia dentro...Io non ho solo rabbia, in questo momento, ho tanto dolore, che è come un uragano, che ti avvolge nel suo vortice e ti stritola, senza pietà. Io sono impotente di fronte a così tanta violenza. Tutto questo non andrà mai via da me, io lo so, così come so che non andrà mai via l'amore che ho sempre avuto nel mio cuore, e non ci sono spiegazioni, è così, e basta! Purtroppo, non ci sono anni abbastanza per sperare in qualcosa di nuovo, quindi rimane tutto così orrendo, crudele, che rifiuto di riconoscere. Non ci sono più le speranze di un anno fa, non ci sono i bei pensieri sui ricordi, ma solo una realtà triste, che mi ha fatto versare più lacrime di tutta la mia vita passata. Tutti giudicano tutti...a me non importa più il giudizio di nessuno, perchè nessuno sa e nessuno può sapere, perchè nessuno VUOLE sapere cosa provo io. Io non mento e mi dispiace vedere qualcuno che lo fa con me, perché non sa cosa dirmi, come consolarmi, quindi chi mi sta vicino mente o mi ignora o mi insuta. Sebbene a me interessi il parere altrui su di me, in questo caso, direi di no. Io amo, ho sempre amato e sempre amerò....e se per un malinteso, una frase detta e mai capita, io non ho avuto ciò che ho sempre desiderato, che importa? Al mio cuore non importa, perché non è necessario che una persona mi appartenga fisicamente, il mio amore va al di là di questo. Ed è proprio questo il motivo per cui non so, se nel resto dei miei anni (o mesi, o giorni, o ore...chi lo sa?),che mi rimangono da vivere, riuscirò a perdonare quello che l'amore mi ha fatto. Per me esiste solo questo tipo di amore, quello con la A maiuscola, non quello fisico, che mi pugnala alle spalle, che mi usa a piacimento e poi mi butta via come una scarpa vecchia. 

22 Agosto 2018

Riprendo il viaggio da Parma verso il mio paese in Danimarca e gli mando un sms per fargli capire quanto lui sia importante per me, finalmente trovo un pò di coraggio:

"Con la tristezza nel cuore riprendo questo viaggio, che mai come ora, mi sembra così lungo. So già che mi mancherai molto, ho trascorso dei momenti emozionanti...mi sembrava che tutto si fosse fermato ai nostri momenti più belli. scusami se ti dico questo, ma voglio dirti ciò che provo, senza "disturbare" la tua vita. Non mi devi nulla e non serve che tu dica nulla...spero di vederti presto".

Lui risponde:

"Leggi quanto segue quando sosterai. Non è vero che non ti devo nulla, sei arrivata in un momento particolare della mia vita e mi hai aiutato a superare un periodo per nulla felice. Avevo bisogno di parlare e tu me lo hai fatto fare co la grazia di chi sa ascoltare. E' inutile negarlo, tu per me non potrai mai essere una persona come le altre, e i sobbalzi che faccio nel letto quando mi vieni in sogno ne sono la riprova. Mi sei sembrata molto più dolce e serena e questo mi ha fatto molto piacere ed ha rasserenato anche me. Tu non disturbi la mia vita, sono io che ancora non ho deciso cosa fare da grande. Spero anch'io di vederti molto presto, riguardati e avvisami quando arrivi. Un abbraccio forte e un bacio".

Ci continuiamo a scrivere messaggi carini, siamo vicini con la tecnologia, ma riuscirò a dirgli che lo amo? Intanto gli scrivo che mi ha fatto un certo effetto rivederlo dopo tanto tempo, anche se non era la prima volta e pare che anche per lui sia stato lo stesso:"Anche per me è stato emozionante, cinque anni senza vederti hanno amplificato un affetto che comunque non si era mai sopito".

Gli scrivo che mi manca e che in quei giorni in cui abitavo sotto casa sua e la sera uscivamo insieme, lui mi aveva viziata e....come avrei fatto senza le nostre chiacchierate e senza tutti quei giri in macchina?

"Ci teniamo in contatto con la tecnologia! Anch'io quando torno a casa volgo lo sguardo verso la tua ex dimora estiva, e mi rattristo!"

"Ora rientro nella routine: doccia, cena, suonatina con la chitarra e poi a nanna. Un altro giorno è passato, trascorso insieme a te, almeno nella mente!" E io gli chiedo:"Davvero? E' così anche per te? Non è strano? Io non ho smesso di pensarti...mah."

Lui:"No, è normale, abbiamo risvegliato vecchi sentimenti in situazioni ed età differenti". 

La sera della mia partenza, gli dissi che mi avrebbe fatto piacere se fosse venuto a trovarmi, e lui risponde che ci sarebbe venuto ad una condizione: "che almeno una notte avremmo dormito insieme". Questo perché, durante tutti gli anni passati insieme, non era mai successo e lui lo desiderava tanto. Forse anche io, ma non ci pensavo, come non pensavo di tornare insieme a lui. Da ragazzini, era diverso, i nostri comportamenti sono notevolmente differenti e si pensa sempre di avere tutto il tempo del mondo, ma poi le storie finiscono e ci si accorge che non si è fatto tutto ciò che si avrebbe voluto fare. Io non pensavo che fosse così importante per lui "dormire" una notte intera con me affianco, ma l'idea era bellissima e così, comincia a prodigarsi per trovare un volo e una data per venire da me. Lui dice che si accontenterebbe solo di starmi vicino per tutta la notte, ma dati i nostri sentimenti, sarà difficile non fare l'amore, dato che quello potrebbe essere l'Apoteosi per il nostro rapporto, soprattutto a questa età e dopo essersi ritrovati dopo più di trent'anni! Ma, non è stato ancora definito nulla, ci sono solo i nostri desideri.

Io sono felice, continuo a pensarlo in ogni momento, ci scriviamo spesso e iniziamo anche a sentirci al telefono. E' una bella sensazione parlare con lui, sentirmi il cuore in gola dall'emozione, ricevere i suoi messaggi...è meraviglioso!

Dal 28 Agosto in poi, dopo avergli dichiarato il mio amore, inviato delle nostre foto del passato, qualcosa cambia in lui, si sente più vicino a me e subito trova il volo per venirmi a trovare: il 17 ottobre!!! Parliamo spesso di come sarebbe stata la nostra estate, se gli avessi fatto capire subito ciò che provavo per lui, le mie ferie avrebbero preso una piega diversa. Dice che da quando sono arrivata, gli era tornato l'appetito, gli faceva bene stare in mia compagnia e sapere che ero proprio sotto casa sua, lo confortava.

Mi scrive: è bello quello che ci sta succedendo, mi da gioia e voglia di fare! Gli ricordo del nostro abbraccio quando ci siamo rivisti dopo cinque anni e lui: se ricordi bene, ho dovuto rifarlo perché uno non mi era bastato. neanche il secondo, per la verità...ma per non esagerare! E io: è stato bellissimo per me, non sai quanto mi sia costato non dirti subito ciò che provavo. Lui: volevo stringerti forte fino a farti perdere il respiro!Gli chiedo come mai quell'abbraccio fosse così forte e diverso dal solito e lui risponde: non lo so, è stato spontaneo, come se non fossero passati 5 anni, ma 35! Belle parole, sembra che i sentimenti sarebbero potuti riaffiorare anche per lui, se non fossi stata così stupida da non dirgli nulla. Ma leggere ciò che mi scriveva, era come se le mie speranze stessero per diventare delle certezze, mi piaceva credere che lui potesse diventare di nuovo il mio amore di quando ero ragazzina. Parliamo all'infinito di come sarebbe stata l'estate insieme e di come sarà quando ci rincontreremo. E' bello sapere che non gli sono indifferente, è bello sapere di poterlo  rivedere presto e che lui verrà da me, proprio lui, così pigro nel viaggiare, così monotono e abitudinario. Sapere che affronterà un viaggio così lungo solo per me, mi fa esplodere il cuore di felicità 

Era buffo ricevere le foto del mare...lo faceva per farmi dispetto, ma era dolce tutto questo!

Sembra che il nostro amore stia tornando come quello degli anni '80, con la differenza che allora i cellulari non c'erano, non c'era la "maturità" e...non c'era neppure "lei"! Ma di questo non mi preoccupo più di tanto, anche se ne parliamo, ma se lui ha deciso di intraprendere questo cammino con me, vuol dire che "lei" non è più nel suo cuore. Anche se, una persona che hai avuto accanto per tanti anni, difficilmente sparisce così in fretta, sicuramente, ma non è più amore. Però, ricordo sempre la risposta che mi diede durante la nostra conversazione in cui lui si confidò con me, e io gli chiesi se l'amasse e mi rispose di si. ora pare che da quando sono entrata nella sua vita, pensi solo a me, mi scriva messaggi carini, trovi il tempo di chattare con me durante la mia pausa al lavoro, insomma, non mi pare che ci pensi molto a lei. Questo mi piace...

Abbiamo un pò di problemi con il cellulare, spesso non prende, cade la linea, poi ci sono delle frasi che non si capiscono o che vengono interrotte...è un pò snervante. lo invito a comprare un altro cellulare, se non altro, perchè è l'unico modo che abbiamo per comunicare, essendo così lontani e avendo la fortuna della tecnologia. la nostra felicità è alle stelle, pensiamo spesso a come sarà il nostro incontro e ai momenti che passeremo, dolcemente, viaggiamo con la fantasia...anzi, lui continua a dire di fare l'amore con me tutti i giorni, o meglio, le notti. Quando chiude gli occhi, immagina noi mentre facciamo l'amore, mentre ci diciamo delle cose romantiche, poi aggiunge anche qualcosa di sconcio, ma fa parte anche quello dell'amore e ci ridiamo sopra. Bello essere innamorati, ma sempre con un'ombra accanto....purtroppo!

E' il 31 agosto, e comincio a preparargli un regalo fatto a punto croce, non so ancora cosa fare, gli chiedo quale sia il suo colore preferito, ma non posso usarlo, il blu non sta bene sul nero, perciò faccio di testa mia. Ho intenzione di ricamare un cuscino che ho, di stoffa "Aida", e sto cercando di trovare un motivo, una figura o un testo, anche se ho già un'idea "musicale". Vorrei fargli un sacco di cose per fargli "sentire" la mia presenza in ogni momento. Mi piace pensare che il nostro rapporto funzioni, che saremo felici e gli scrivo ciò che penso:

"Sei un uomo meraviglioso...che lascia il segno nel cuore delle persone e, mai come ora, posso dire che nel mio è indelebile. Se me lo permetterai, vorrei amarti e renderti felice come nessuna sia riuscita a farlo finora...vorrei poterti tenere stretto a me nei momenti di sconforto, ascoltare i tuoi silenzi, sentirti suonare la chitarra e "leggere" ogni nota di quella melodia in una dolce atmosfera, dove le parole non servono. Ti accarezzerei i capelli solo per farti sentire la mia presenza. Ti terrei accanto a me ogni momento della giornata e sarei felice di strapparti un sorriso, per un attimo, mentre ti prendo per mano e ti porto a fare l'amore con me! Ci può essere stato chiunque accanto a me in questi anni, ma sei l'unico che sognavo la notte e al risveglio ero così piena di gioia, da non capirne il motivo. E non puoi immaginare cosa abbia provato quando ti ho salutato l'ultima volta a Poggiardo, avevo la morte nel cuore, come se quello fosse un addio. Scusami, se non mi vergogno di provare e desiderare tutto questo, alla mia età, perchè é proprio in questo momento, che ne sono assolutamente consapevole...Ti adoro mio piccolo burbero...

Buona giornata!"

....continua....